AI Max ha segnato l’inizio di una nuova era per il marketing sulla Ricerca Google. Questo strumento potenzia in un clic le campagne ed è progettato per trovare nuovi clienti. Comprende l’intento alla base delle loro ricerche e non solo le parole chiave che utilizzano.
Tutto ciò che devi fare è attivare la funzione nel tuo account Google Ads. Sebbene questa soluzione basata sull’AI prometta di espandere la copertura, personalizzare le creatività in tempo reale e generare più conversioni, la sua natura automatizzata può dare vita a malintesi su cosa effettivamente sostituisce. Prima di attivare questa opzione, facciamo chiarezza sui fatti separandoli dai luoghi comuni che i professionisti del marketing hanno in merito a controllo, gestione e trasparenza.
Mito 1: si perde completamente il controllo del targeting per parole chiave quando AI Max è attivato
Falso. Le parole chiave escluse vengono comunque rispettate. Anche con la copertura estesa di AI Max, le parole chiave escluse continuano a funzionare, consentendo agli inserzionisti di mantenere il controllo sul traffico indesiderato.
Mito 2: AI Max elimina la necessità di gestire manualmente le campagne
È falso. L’intervento umano è fondamentale per ottenere i migliori risultati con AI Max. Sebbene AI Max trovi clienti e imposti le offerte al posto tuo, l’input umano rimane essenziale per definire la strategia, impostare gli obiettivi aziendali, applicare i controlli e allocare i budget.
Mito 3: AI Max fornisce visibilità sulle query associate
Non è affatto un mito: è vero! Le nuove funzionalità di trasparenza includono la vista su uno specifico report chiamato “Termini di ricerca e pagine di destinazione di AI Max”. Questo report consente agli inserzionisti di esaminare le corrispondenze di traffico incrementale senza parole chiave, insieme ai titoli automatizzati e agli URL di destinazione.
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