Marie, vite di donne oltre la fine
30 nov 2019 – 30 nov 2019
Come poter raccontare la storia di una donna a tutto tondo? La famiglia d’origine i suoi amori, i suoi figli e la sua morte? Si perché anche se Marie non c’è più non è solo la sua morte che volevo raccontare, ma soprattutto la vita. I sogni e le aspirazioni, le gioie, perché tutte le donne cadute vittime di violenza, prima di esserlo, erano madri, figlie, sorelle, lavoratrici, amiche, insomma, prima della loro morte erano vive.
Per farlo mi sono ispirata a Marie Trintignant, attrice francese uccisa nel 2003 dal suo compagno.
Sono partita dalla sua morte per creare una storia che possa unire le tante storie di donne che ho conosciuto in questi anni, occupandomi a mio modo della violenza.
So bene che questo spettacolo forse non potrà salvarne nessuna, ma spero di sensibilizzare le donne e gli uomini che girano in torno ad esse, per non diventare parte della spirale della violenza e nemmeno spettatori di essa, ma possibili vie di fuga.
Perché lui?
Perché uno spettacolo che parla di violenza sulle donne dovrebbe avere un uomo in scena? Ci siamo tanto interrogati su questo tema, ma ogni volta che iniziavamo la messa in scena sentivamo la mancanza dell’energia maschile, che con insistenza chiedeva di entrare nello spettacolo e così ho deciso di fare.
Perché una relazione violenta si nutre di due persone, lei e lui.